giovedì, 19 giugno 2008, ore 14:43

Nulla da dire...
solo non volevo lasciare
quel post triste
e quella splendida
ma tenebrosa musica
in cima al blog...

Solo per...

cambiare umore...

perritrovarti
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categoria : pensieri
lunedì, 16 giugno 2008, ore 19:04

Un fiore per Enrico

Oggi un fiore per lui...
Un fiore e la piu bella tra le musiche
composte per chi ci lascia

ci lascia, mi lascia.

non avevo mai visto una cerimonia laica...
anzi... una non cerimonia.
solo amici a salutarlo...
nessuna funzione.

e per la prima volta ho detto li dentro a tutti 2 parole per lui
visto che nessun altro dei soci lo ha fatto.

ed io ormai sono un ex-socio
ma lui un amico prima ed oltre che un socio.

Solo due...
ma nate da dentro...
istintive...

fu  il mio, come dire, padre lavorativo.

quando avevo 22, forse 23 anni
mi assunse in una società.

lui sarebbe stato il mio capo progetto.
Son convinto che mi assunse più per il mio essere un velista appassionato
che non per le mie capacità professionali allora ancora acerbe.
Lui aveva capito bene il mio bluff al colloquio...
dovevo ancora conoscerlo per capirlo.

nemmeno 8 mesi e decide di staccarsi dal suo allora datore di lavoro
(anch'egli presente al funerale a riprova di quanto fosse da tutti stimato)
e mi chiese :
"abbiamo davanti a noi solo un mese di certezze...
vieni con me e proviamo a decollare o resti qui con lo stipendio?"

nemmeno a dirlo...
istintivo come spesso sono
ma indubbiamente guidato dalla stima e dalla fiducia riposta in lui,
il passo fu breve nello scrivere la mia lettera di dimissioni
e partire con lui in questa avventura
che in meno di 10 anni aveva portato l'azienda
ad essere l'ultima delle top 100.

di poche parole
un leader nato.

chi gli è stato vicino
nel difficile mare dell'imprenditoria
e nelle rapide dei complessi rapporti umani
corrotti dagli interessi personali,
non ha potuto che ammirarlo.

avevo imparato a capire il suo assenso
o il suo dissenso dalle mie posizioni
da un rapido colpo d'occhio verso il basso a destra
ed una leggero sbuffo forzato nella respirazione di naso.

In barca son sempre stato io il comandante in capo... :-)
ma non quando c'era lui...
sebbene io sia più formato velicamente di lui
era indiscutibilmente lui.

non ha mai avuto bisogno di urlare per comandare...
mai avuto bisogno di offendere
mai di inveire
mai di imporre...

semplicemente trovava la soluzione più ovvia e ragionevole.
ma era ovvia e ragionevole solo dopo che l'aveva esposta.

e anche oggi che ormai navigo da solo da oltre 7 anni
sento che mi manca e mi mancherà... :-(

credo e spero che mi abbia insegnato,
anche mentre mi appassiono ad un fenomeno,
a guardarlo comunque contemporaneamente da lontano,
da una prospettiva che tutto cambia.

:) chissà se ne sono capace...
non so dirlo.
ma so dire con certezza che lui lo era.

avevamo un rapporto di stima...
o almeno io così l'ho sentito.
quando mi son staccato dalla nostra azienda
per fatti troppo lunghi e complessi per essere qui affrontati
e son partito per una mia nuova avventura
mi chiese di rimanere con loro...

non lo volli... non potevo...
troppo erano cambiate le cose.

so che se ci si lascia... ci si deve lasciare...
ma la stima in lui non era per nulla cambiata o diminuita...
anzi... ero lusingato dalla sua richiesta.

Grande giocatore di carte, ex- nazionale di Bridge.
impossibile giocare a natale con lui...

il suo lucido ragionamento piegava regolarmente la sorte a suo favore.
capace di sapere in ogni momento quante probabilità aveva di vincere o meno...
inutile tentare di prenderlo in castagna.
sapeva giocare quando si doveva farlo
e sottrarsi sempre in tempo quando era il caso di farlo.

alla lunga non avevi speranze...
nemmeno con la fortuna dalla tua.

gran mediatore
architrave di tutti i rapporti umani
che ormai si intersecavano nel complesso
di ormai cinque aziende costituite una nell'altra
ed in tre delle quali io son stato con lui nella buona e cattiva sorte.

od ora, in pochi giorni
la malattia ha sfilato la chiave di volta del sistema architetturale
che lui aveva congegnato tra gli uomini che gli stavano intorno.

ed ora io non temo affatto una crisi economica o professionale...
affatto...
temo l'incapacità degli altri a sapersi rapportare senza di lui
che ha sempre saputo trovare la giusta proporzione
tra umanità e lavoro...
tra necessità e ragionevolezza...
in sostanza equilibrio.

io ne sono ormai uscito
ne son voluto uscire...

ma già sento gli scricchiolii del peso degli interessi
che gravano sugli archi
che avevano amici come colonne...
ma Enrico come chiave di volta

e spero che tutti si sappiano ora guardare in viso
anche senza farlo attraverso i tuoi occhi.

Addio Enrico.
Ti ricorderemo sempre...
anche se la tua poltrona è già impropriamente occupata.

Addio Enrico.
La stima rimane per sempre...
è immortale

perritrovarti
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categoria : dal profondo
domenica, 15 giugno 2008, ore 07:53

Quando mi fu mandata la figurina di Beethoven
istintivamente mi son spostato
dal romanticismo al classicismo.

ma mi era rimasto fuori un brano
La Fantasie Improptu
e credo che valga la pena di ascoltarlo.

va considerato che la "fantasia"
non è una forma musicale fortemente codificata
anzi... nasce dall'improvvisazione
e pertanto è una composizione assolutamente istintiva...
ma la mente dell'autore si era già dimostrata
capace di improvvisare in modo così geniale.

inizio misto di delicata potenza


le mani volano su scale cromatiche 

interrotte e singhiozzanti

sembrano andare e tornare come un'onda.
No... non come un'onda...
sono folate di vento.





inquieto
   instabile
       istintivo

una cascata di note e di suoni
talmente rapidi da poterne solo assaporare l'insieme.
probabilmente se fosse suonata lenta
non sarebbe nemmeno riconoscibile.

l'incredibile effetto è dato da due ritmi incrociati
suonati contemporaneamente dalle due mani,
cosa non facile nemmeno da immaginare.

è abbastanza incredibile vederla suonare.è come guardare le labbra di un poeta
che declama una poesia
in una lingua che conosciamo poco.

Si avverte allora il basso ripetuto, tenebroso ed insistente
che dopo le prime battute
si fonde con l'altra mano che si comporta
in un modo apparentemente indipendente.


poi un passaggio squisitamente romantico
nel senso più comune del termine...

lento, lirico, fortemente melodico.
sparito il vento
sparite le nubi ed i vortici di foglie.

ora la linea melodica è chiaramente distinta
dal suo accompagnamento che tuttavia mantiene
lo stesso arpeggio.

La quiete dopo la tempesta...
ma durerà poco...

Infatti a breve il vento tormentato tornerà
veemente, impetuoso ed incontrollabile
come probabilmente è stata la breve vita del focoso autore.
Dimenticavo...
si parla ancora di Chopin per chi non conoscesse il brano.

e quindi il tema iniziale rientra e porta chiudere
tra una foglia che turbina
un cappello che vola via

una sinestesia di suoni e visioni.

perritrovarti
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categoria : musica
sabato, 10 maggio 2008, ore 17:43

Mi sto dedicando al jazz in questo periodo.
Lo conosco già un pò ma non quanto vorrei.
Ma la scintilla è stata un concerto

Un concerto non da me apprezzato
e per questo motivo non dirò qui
il nome del gruppo che suonava.

Alla fine dello spettacolo
naturalmente se ne è parlato diffusamente
ed io ho espresso piuttosto chiaramente la mia posizione
classificando le composizioni come
aride, banali e sempre monotonamente in tonalità,
prive di qualunque forma di inventiva.

Nel sentirmi rispondere che anzi
nascondevano una profonda e sofisticata ricerca
musicale orientata al jazz
la mia spontanea risposta è stata
"jazz...?? vi prego!!! non mischiamo ... e cioccolata"

e da li ho ricominciato ad ascoltare un pò di buon jazz
genere musicale che non prediligo
ma al quale riconosco la statura culturale che ha.

Tanto è stato importante da costituire, agli inizi del 900,
un vero o proprio genere dotato di scale proprie,
ritmi particolari,
forte improvvisazione.

dal jazz deriverà poi anche il blues,
anch'esso caratterizzato dall'uso di scale particolari
e che lo rendono riconoscibile.

Insomma, il jazz è considerato una musica colta
anche si estrazione popolare.

qui in questo post un brano nel quale, ora si,
si può parlare di "ricerca"...
questo brano è bellissimo...
questo è un jazz "freddo"
anche se l'autore rifiutava il termine.
io preferisco quello detto caldo
più armonico, con una melodia più riconoscibile
forse anche più facile da acoltare.

questo brano può piacere o non piacere...
Ma ha una fantasia, una passione ed una tecnica uniche.

Lennie Tristano, naturalmente di origini quasi napoletane...
Genteeee.... anche il jazz...
Questi napoletani sono incredibili... -)

Buon ascolto.

perritrovarti
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categoria : musica
venerdì, 02 maggio 2008, ore 12:03

 

Peter Pan
e la sagra che non c'è

"secondo carciofo a destra...
poi dritto fino alla sagra che non c'e'."

Questo il male unico forse di internet.
un'informazione incontrollata
e senza responsabilità di alcuno.

questo in verità è
al tempo stesso
difetto e virtù della rete.

ne fa un palcoscenico
libero,
indipendente
e democratico

ma nello stesso tempo
nello stesso modo
e per lo stesso motivo
anche inaffidabile.

naturalmente non è certo un problema
una sagra del carciofo insesistente...

ma vien voglia di pensare alle comunicazioni
scientifiche
mediche
politiche
culturali
etc... etc...

quindi 220 + 220 km per un carciofo inesistente
e da li, di ripiego,
ad una polenta anch'essa inesistente...



chissà la fragola...
non ho avuto il tempo nè il modo
di controllare se era inesistente anche quella.
un sito quindi del tutto inaffidabile.

ma comunque inutile mai.
tanti paesini splendenti sotto il sole
anche se tutti troppo simili.






buon maggio a tutti...!!!

perritrovarti
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categoria : cose così
domenica, 20 aprile 2008, ore 13:06

Beethoven Ludvic Van
La fantasie Impromptu di Chopin dovrà allora spettare un momento
ma ci torneremo....
la fantasie Impromtu è irrinunciabile.

Finalmente possiamo dire a buon diritto "Classica"...

Termine usato con una genericità del tutto fuori luogo
ad abbracciare un periodo troppo ampio
rispetto a quel che in realtà è.

Ma Beethoven è uno dei classici per eccellenza...
infatti, nato nel '70, è uno degli autori che introducono
la trasizione tra Classicismo e Romanticismo.

ed ora pensiamo a cosa, a come rappresentarlo.
Capigliatura eccentrica
cipiglio ombroso
Carattere focoso

troppo banale mettere ora su il celebre adagio "Al chiaro di luna" in do diesis minore op. 27,
il primo movimento della prima delle tre celebri sonate.

troppo banale mettere ora su la famosa Nona sinfonia con l'inno alla gioia.

troppo banale mettere ora su la quinta sinfonia detta "il destino".

ma in tutti e tre i casi ne sarebbe valsa la pena...

 si... forse si...
Il terzo movimento della sonata
"Al chiaro di Luna"

 

 

solo il terzo
con un programma l'ho tagliato e separato dal celebre adagio sostenuto e dall'allegro
per risparmiarvi quanto di certo già sentito.
Come  non detto... ho trovato eseguito solo il terzo su you tube.

 Bella interpretazione, ma il pianista appare freddo e distaccato nella sua espressione.
Mai potuti sopportare questi manichini...
Dubito che Beethoven avrebbe suonato in modo si impassibile.
comunque

Normalmente la purezza classica di Beethoven
non mi trasferisce le emozioni
ed i sentimenti dei romantici.

Si capirà ora meglio quando intendo che il romantico non è sdolcinato ma potente ed orgoglioso.

Questa sonata, per quanto bella e classica, suona al mio orecchio ed alle corde del mio sentire
vuota di quell'animo tormentato e umorale tipico dei romantici.
Bellissima ma troppo pulita, lineare, troppo perfetta. :-)

tuttavia questo terzo movimento esprime quella genialità e quel tempestoso temperamento
che di norma l'autore esprime nell'opera sinfonica.

Beethoven infatti trova la verve del suo spirito più
nell'opera sinfonica e concertistica che non in quella pianistica.

Come spesso avviene, anche questo brano
sarà composto, all'età di 30 anni circa,
sotto la spinta di  un mancato amore.

Infatti il giovane Beethoven si innamorerà di Giulietta Guicciardi,
cugina dei nobili ungheresi presso i quali l'autore insegnava pianoforte.
Ma non era possibile ai tempi per Beethoven avvicinare una giovane nobile.
Infatti Giulietta si sposerà e si trasferirà a Napoli.
Per Beethove fu una delle due sole donne che disse di aver amato.

i tre tempi che compongono la celebre sonata sono
l'adagio, dolce, sentimentale e perfettamente in sintonia con il nome commerciale dell'opera.
il minuetto, quasi ballato, che non da a me alcuna sensazione....

se fossi stato Giulietta non il primo, non il secondo movimento mi avrebbe toccato...
ma il terzo... quello che ascoltate
o forse di più.
mi avrebbe colpito che dalla stessa mente,
dalle stesse mani
e dallo stesso sentimento
potessero scaturire contemporaneamente
due stati d'animo cosi stridentemente in contrasto tra loro.
il primo ed il terzo movimento infatti appaiono contrapposti
quasi alternativi tra loro.
(il primo movimento non si ascolta in questo post, sarà eventualmente oggeto di un altro, ma di certo già lo conoscerete)


Amor sentito...
Amor mancato.

perritrovarti
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categoria : musica
mercoledì, 16 aprile 2008, ore 11:13

E per una volta al contrario...

Per una volta sarà il contrario.
Invece di mettere un'immagine a supporto di un brano,
un'immagine che rappresenti ed ispiri quanto il brano esprime,
per una volta sarà il contrario.

Ho scelto questo brano
a commento dell'immagine
che un'amica mi ha mandato.



In realtà son rimasto a lungo indeciso tra 3 brani
ma poi la decisione è stata chiara.

i brani candidati erano :
il Liebestraum di listz,
Lo studio N. 12 Opera 10 di F. Chopin
La Fantasia Impromptu sempre di Chopin

Ho alla fine scelto lo studio
che ascoltate in questo momento sullo sfondo,
esempio di energia, tecnica e lirica magicamente mescolati.
Il primo della raccolta chiamata "12 grandi studi"
e la prima delle due celebri raccolte op. 10 ed op. 25.

e pensare che questo studio (detto il rivoluzionario),
come dice la parola stessa,
fu scritto per meri motivi didattici.
Voleva solo essere ginnastica per le dita
ma comunque ispirato alla caduta di Varsavia
avvenuta solo un anno prima
lo studio infatti sarà composto nel '31.

ma non c'e' nulla da fare,
a Chopin un brano banale non gli veniva proprio,
neppure se glielo avessero commissionato.

:-)

un arabescato di melodie rapide,
con un moto ascendente e discendente che si intreccia sulla tastiera
sostenuto da una mano sinistra
che vola sulla tastiera tessendo la rete
sulla quale poggia la melodia tutta ad accordi
imponenti,
      taglenti,
               
imprevisti.

non riesco nemmeno a capire come mente umana
sia riuscita ad immaginare
questa cascata di suoni dandogli una forma.

Ad oggi Chopin è ancora considerato
il più grande pianista di tutti i tempi
forse appena avvicinato da Franz Listz
suo grande amico
e che, non a caso, è il compositore di uno dei tre brani
che mi hanno fatto pensare all'immagine mandatami dall'amica
e oggetto di questo post.

Il più gran pianista...
e pensare che oltre ad eseguirli, questi brani,
li ha immaginati, pensati e scritti.

Oggi solo per riuscire a suonare questi studi
un pianista impiega circa un terzo della vita professionale.

quel piccolo e malaticcio uomo
suonando diventava un gigante.
il passato ci ha regalato uomini di una statura superiore.

Il brano finisce con il fiato sospeso...
gli accordi finali non chiudono infatti sulla tonale
come ci si aspetterebbe dalle abitudini armoniche del tempo...

fateci caso.

:-)

Nulla da fare, Chopin era proprio un passo avanti a tutti.

P.S.
non mi e' mancato il rinunciare al Liebestraum,
ma alla fantasia impromptu si...
e quindi, forse, sarà oggetto del prossimo post,
forse....
 

perritrovarti
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categoria : musica
martedì, 08 aprile 2008, ore 18:01

a mio avviso si deve votare
è un dovere civico farlo
così come è un dovere civico dover e saper scegliere
sia pure in un menu decisamente povero e sconfortante
tuttavia esiste una terza via
diversa dal bieco assenteismo alle urne,
forse l'unica che farà paura ai nostri politici.

Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilita' di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale.


Al seggio e dopo che le schede sono vidimate (attenzione... solo dopo la vidimazione) si dichiara il proprio rifiuto di votare e si pertende che venga messo a verbale.

Queste schede saranno quindi valide e saranno contate, contrariamente alle schede nulle o bianche o all'astensione dal voto.


il nostro sistema elettorale non prevede alcun quorum e quindi le schede bianche, annullate o peggio non votate non partecipano al conteggio.
Pretendendo invece la verbalizzazione dopo la vidimazione ci si trova nella condizione di aver di fatto inventato il partito dei "rifiutanti il voto" e non è poco.

L'astensionismo non fa percentuale di media votanti.

Le schede bianche e nulle, fanno invece percentuale votanti, ma verranno messe in un unico cumulo da ripartire nel premio di maggioranza....

Nel modo sopra descritto invece il voto rifiutato è un voto valido a tutti gli effetti.

La prima domanda che sorge spontanea è
COME E' POSSIBILE CHE NESSUNO CE LO ABBIA MAI DETTO...???


E' PRESTO DETTO... LO TEMONO... LO TEMONO DAVVERO.

AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA E' UN NOSTRO DIRITTO
 
Detto questo a ciascuno le sue scelte... :-)
come si deve in democrazia

perritrovarti
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categoria : pensieri
sabato, 29 marzo 2008, ore 11:29

Scusate ma mi è momentaneamente presa la "musichite" cronica :-)
malattia gravissima...

e cosi dopo aver montato il concerto N.1 di Chopin
per pianoforte e orchestra
a supporto del post sullo scoglio,
e dopo aver apertamente dichiarato che non è quella l'espressione più genuina di Chopin,
ho qui deciso di mettere uno dei brani che, a mio avviso, più rappresentano l'autore.

Esisteva un'interpretazione meravigliosa del pianista ungherese Franz Cziffra... ma non l'ho trovata.
Ho trovato invece questa, interpretata dalla Marta Argerich che mi è piaciuta molto.

E' la polacco n.6 in la bemol Maggiore detta anche l'eroica.
Si dice sia stata scritta sull'onda del sentimento dovuto alla caduta di varsavia ad opera dei russi.
Tuttavia l'eroica sarà scritta 12 anni dopo l'evento visto che
Varsavia cadde nel '30 mentre la polacca fu scritta ed eseguita nel '42

opera indubbiamente della maturità visto che l'autore morrà solo 7 anni più tardi.

Il fragile, malaticcio autore romantico
in questa polacca esprime una potenza insospettabile.

Curiosi i paralleli con Giacomo Leopardi.
Romantico dotato al tempo stesso della stessa tristezza ed energia di Chopin.
entrambi morranno di malattia Tubercolosi e Colera
ed entrambi a soli 39 anni.

Scoprii, avendoci provato, che si potra' declamare All'Italia sulla polacca N. 6
vedendone coincidere gli stati d'animo in maniera sospettamente precisa.

Se ascolterete con attenzione, l'Eroica ha tre essenziali stati d'animo nelle sue viscere.

Il movimento iniziale, che conduce e chiude l'eroica, sembra una orgogliosa e violenta discussione.
L'autore appare come litigare con cipiglio ed energia con un interlocutore
invisibile che sta mettendo al sacco la sua amata città.

Improvvisamente un movimento di quartine insistenti sul basso sembrano riprodurre una cavalleria al galoppo
lanciata verso la capitolazione della capitale polacca.
L'altra mano richiama con forza battaglia, distruzione, violenza.

Poi tutto degrada in un passaggio quasi lirico,
si può immaginare un tramonto sanguigno sulla devastazione fumante della città,
devastazione sulla quale la silouette di una ballerina
danza una triste parodia di passi.

Ho tentato di rappresentare quanto immaginato fotomontando appunto una ballerina che danza al tramonto sullo sfondo della città in fiamme...
Ma poi, questa immagine, mandatami da un'amica, rappresenta  perfettamente  quanto fino ad ora scritto.

A devastazione avvenuta, rientra il movimento iniziale dove l'autore,
incapace di guardare quello scempio, riparte all'attacco del suo immaginario interlocutore.

Quanto qui scritto non è suffragato da alcuna critica musicale o scritto.
E' solo quanto questo brano lascia alla mia mente ed alla mia immginazione.

nulla piu'.

Ma e' molto... molto
           forte,
                 potente,
                       presente

perritrovarti
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venerdì, 14 marzo 2008, ore 13:40

 

l'altro giorno sono entrato qui sul mio blog e
guardando l'ultimo post
(quello prima di questo)
qualche cosa non quadrava
non mi andava a genio.

L'ho letto più volte
controllato e ricontrollato.
Poi mentre ero in macchina improvvisamente ho capito.
Era la distonia tra contenuto, immagine e suono.

E allora ho cambiato la musica.
E ho scelto questo che sentite.

Non è il mio preferito.
Anzi.
Ma è quel che è in sintonia con le immagini.

E' il concerto N. 1 per pianoforte ed orchestra
di Frederic Chopin.

Chopin, il romantico per eccellenza, non e' affatto, a mio avviso,
lo sdolcinato del romanticismo deteriore come molti lo etichettano, anzi.

Lo definisce così chi si è fermato ad ascoltarne
i Valzer e le mazurche, che sarebbero,
per il tempo, i brani che componeva sotto commissione per le danze
delle feste dei signorotti dell'epoca.
Chopin è il musicista dei notturni, delle polonaise e, strano a dirsi...
prima di tutto degli
studi opera 10 ed opera 25.

Qui si rivela il temperamento aggressivo e nienteaffatto sdolcinato,
la spina dorsale del musicista.

E' il musicista di una delle marce funebri più famose al mondo.

Squisitamente pianista, poche le opere per orchestra
tra cui il concerto n.1 ed anche unico.

Si... l'ho sentito con le immagini di questo post.

Il passaggio tra la temperanza ed intemperanza.
Tra iPotente e delicato
che si alternano come l'onda

che aggredisce potente lo scoglio
per poi ritirarsi e raccogliersi
pronta a fronteggiarlo e colpirlo nuovamente
in un inesorabile e costante gioco delle parti
in cui l'onda
assale lo scoglio sempre difronte
e mai alle spalle
con orgogliosa veemenza.



Ora non c'e' più distonia
:) ora c'e' la forza d'urto alternata
alla delicatezza ritmica del mare.

Perdonate lo sfogo...
ma è uscito da se dalla tastiera
me inconsapevole.

perritrovarti
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categoria : pensieri, musica